In fuga dalla quotidianità di Fulvio Beati

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Come al solito il mio amico e' in ritardo,le nostre serate fra un bicchiere di vino,una buona cena e tante,tante chiacchiere iniziano sempre tardi.

Questa sera nessun programma preciso,la cosa più' importante e ' trovarci parlare un po' del nostro lavoro e della nostra quotidianità',quella che lentamente ma inesorabilmente ci consuma.

Decidiamo per un ristorante nelle vicinanze di Varese ,ci siamo già' stati qualche mese fa' ed avevamo mangiato del buon pesce.Il titolare si ricorda di noi ci saluta calorosamente,trova un tavolo abbastanza appartato, ci propone il suo menù e le sue solite cazzate.

Eravamo stanchi dopo una giornata intensa di lavoro ,i suoi discorsi banali e insulsi ci infastidivano.

Ordino un buon Franciacorta-Saten e con un brindisi amichevole iniziamo la serata.

L'entrata con gamberi rossi di Sicilia crudi con un filo d'olio extravergine e una spruzzata di pepe ci solleva il morale,segue una tartare di tonno ,delle alici marinate,un piccolo plateau di ostriche.

La serata sta' prendendo una buona piega,il livello della cena e’ notevole.

Un altro bicchiere pulisce la bocca e ancora di più' l'animo.

Mi rendo conto come in un baleno anche un buon piatto e un buon bicchiere riescono a cambiare il tuo umore e come in fondo siamo fragili.

Paccheri con sugo di scampi,un branzino al sale , ancora un po' di Franciacorta e

tanti ,tanti ricordi,Discussioni,riflessioni e conclusioni per poi ripartire da zero e ancora nuove conclusioni.

Ci gustiamo una buonissima Tarte Tatin con un passito di Pantelleria e per un attimo fuggiamo ancora dalla realta'.

Una signora molto elegante con la figlia occupa un tavolo vicino, le sue gambe nervose coperte e scoperte dalla tovaglia catturano il mio sguardo,cerco di fissarla ma invano,non si e' neanche accorta della mia presenza.

Niente caffè',beviamo ancora goccio di passito,il conto e via....

Due passi in riva al lago in un silenzio incantevole, la luna piena sembra una

abat-jour , sotto un cielo pieno di stelle come due coglioni pisciamo e cantiamo la solita canzone del nostro amato Guccini.

E poi via in cerca di un bar ancora aperto per concludere con il solito wisky,una sigaretta fumata senza fretta per fare un po’ piu’ tardi.

Tanti discorsi, tante parole e alla fine nessuna conclusione,nessuna decisione,solo il ricordo di un buon vino,di un buon piatto,di una bellissima serata.

I grandi discorsi sulla nostra vita sono rimandati alla prossima cena e da domani si ricomincia con la quotidianità'.


Commenti: 2 (Discussione conclusa)
  • #2

    Niccolo' (venerdì, 30 settembre 2011 20:41)

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  • #1

    giuseppe (giovedì, 29 settembre 2011 22:22)

    Complimenti per la bella serata!!! Per qualche istante nel leggere mi sono inmerso nei ricordi di belle serate con amici, cari e chiacchere esistenziali....Domani organnizzo una rimpatriata. ciao